02.1. InformativaGestanti D.151

 

 

AD USO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

ED ENTI GESTORI

COME MATERIALE DI INFORMAZIONE

DA FORNIRE PER LETTURA E COME INFORMATIVA ALLA DONNA CHE COMUNICA ALLA SCUOLA

IL SUO STATO DI GRAVIDANZA

 

 

INFORMAZIONI SUI RISCHI

 per la salute e la sicurezza delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento

(D.Lgs. 151/01 già D.Lgs. 645/96)

 

 

 

documento contenente  INFORMAZIONI sui rischi

 e le misure di prevenzione e protezione adottate

così come previsto dal d.lgs.151/01

gia’ artt. 4 e 5 del D.Lgs 645/96

 

Allegato al Documento 151/01

 

 

 

 

indice

Premessa...................................................................................................................................................................................... 3

1.  l’approccio alla valutazione del rischio................................................................................................... 3

1.1. Alcune definizioni......................................................................................................................................................... 3

1.2. Significato della Valutazione..................................................................................................................................... 4

2. Gravidanza e rischio...................................................................................................................................................... 4

2.1.  Importanza di una preliminare e precoce informazione e coinvolgimento della donna............................... 4

2.2. Coinvolgimento e consenso della donna................................................................................................................. 5

3.  modalità di intervento dei datori di lavoro.............................................................................................. 5

3.1. Protocollo operativo per Dirigenti Scolastici e GESTORI nei casi di gravidanza......................................... 5

4. schema protocollo operativo.............................................................................................................................. 7

5. Gruppi di mansioni e sintesi attività specifiche........................................................................................... 8

SCHEDA 1.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione:  Personale ausiliario........................................................ 9

SCHEDA 2.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Insegnante.................................................... 10

SCHEDA 3.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Cucina e Mensa............................................ 11

SCHEDA 4.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Servizi vari................................................... 12

SCHEDA 5.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Portineria e Centralino................................. 13

SCHEDA 6.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Amministrativo............................................ 14

6. lavori vietati durante la gestazione e per sette mesi dopo il parto...................................... 15

7.  TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO, DELLE MANSIONI IMPLICATE E DELLE PRESCRIZIONI PER LE LAVORATRICI............................................................................................................................................................................. 17

1. AGENTI FISICI............................................................................................................................................................... 17

2. LAVORI FATICOSI, PERICOLOSI, INSALUBRI....................................................................................................... 18

3. AGENTI BIOLOGICI...................................................................................................................................................... 19

4. AGENTI CHIMICI.......................................................................................................................................................... 20

8.  informazione.................................................................................................................................................................... 21

9.  SCHEDA SPECIFICA ANALISI MANSIONI E RISCHI.................................................................................................. 22

10.  SCHEDA PRESCRIZIONI PER LA LAVORATRICE.................................................................................................... 24

11.  nota finale....................................................................................................................................................................... 25

 

 

 


Premessa

 

Il Decreto Legislativo 151/01 che ha sostituito il 645 del novembre 1996 in attuazione della Direttiva CEE 92/85 prescrive misure per la tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento fino a sette mesi dopo il parto.

Queste misure vanno prese in considerazione ed attuate da parte del Datore di lavoro al momento della avvenuta informazione dello stesso da parte della lavoratrice interessata.

Il Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626 all’art.4 prevede: “1. Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell’attività dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, valuta, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonchè nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari.”

 

In seguito alla Valutazione dei Rischi prevista dall’articolo 4 del D.Lgs.626/94 e successive modifiche effettuata presso la sede della Scuola .................... .............. risultano evidenziati e poi valutati alcuni fattori di rischio.

Questo Documento, più specifico, ma integrativo di quello 626, analizza questi fattori di rischio relativamente alla esposizione del personale femminile dipendente della Scuola .................... ...............

 

 1.  l’approccio alla valutazione del rischio

La valutazione del rischio è stata effettuata attraverso un esame sistematico di tutti gli aspetti dell’attività lavorativa per identificare le cause probabili di danni alla salute e stabilire in che modo tali cause possano essere eliminate o ridotte. Conformemente a quanto prescritto dalle norme attualmente in vigore la valutazione si è sviluppata in 3 fasi:

  1. Identificazione dei pericoli (agenti chimici, fisici e biologici; movimenti e posture; fatica psicofisica; altri carichi fisici e mentali).
  2. Identificazione delle categorie di lavoratrici, delle relative mansioni ed attività specifiche.
  3. Valutazione del rischio con possibili misure preventive e protettive da mettere in atto, compresa una Scheda personale da utilizzare per ogni caso specifico.

 

1.1. Alcune definizioni

Pericolo: proprietà o qualità intrinseca per cui una cosa (per esempio materiali, metodi o pratiche di lavoro) può provocare un danno.

Rischio: probabilità che il danno potenziale si verifichi nelle condizioni di utilizzazione e/o di esposizione, nonché entità eventuale del danno stesso.

Lavoratrice gestante: ogni lavoratrice in stato di gravidanza che informi del suo stato il proprio datore di lavoro conformemente alle norme vigenti.

Lavoratrice puerpera: ogni lavoratrice che si trovi nel periodo di alcune settimane dopo il parto (puerperio) e ne informi del suo stato il proprio datore di lavoro conformemente alle norme vigenti.

Lavoratrice in periodo di allattamento: ogni lavoratrice che si trovi nel periodo in cui allatta il proprio figlio e ne informi del suo stato il proprio datore di lavoro conformemente alle norme vigenti.

1.2. Significato della Valutazione

Il termine valutazione intende una revisione della valenza patogena dei rischi già identificati in considerazione dello stato fisiologico della gestante e della salute del nascituro.

L’elencazione dei fattori di rischio che vengono riportati nelle pagine seguenti analizza nel modo più completo possibile, raggruppando per tipologie di mansioni, i principali rischi presenti in una struttura quale è la Scuola .................... .............. , così da poter attuare un sistema di tutela nei confronti delle lavoratrici in stato di gravidanza.

E’ stata poi prevista una Scheda di analisi e controllo (Scheda Specifica Analisi Mansione e rischi Paragrafo 9) da utilizzare caso per caso per una più puntuale valutazione.

Sulla base dei dati compilati in questa Scheda sarà possibile calibrare le attività che la donna potrà svolgere, le eventuali necessità di pause, alternanze posturali, modifiche dell’orario, ed altre specifiche esigenze di ogni singola gestazione, compresa l’interdizione al lavoro.

 

 2. Gravidanza e rischio

La gravidanza non va considerata una malattia, ma un momento, certamente particolare, della vita.

La protezione della salute delle gestanti può essere adeguatamente affrontata applicando le procedure e regole esistenti nei rispettivi ambiti.

Molte donne lavorano durante la gravidanza e molte ritornano al lavoro quando stanno ancora allattando.

Comunque alcuni fattori di rischio presenti sul posto di lavoro possono influire sulla salute delle nuove madri e di quelle che stanno per diventarlo, come anche dei loro bambini.

Una gravidanza comporta notevoli cambiamenti d’ordine fisiologico e psicologico. L’equilibrio ormonale è molto sensibile e l’esposizione a fattori suscettibili di turbarlo può determinare complicazioni tali ad esempio da produrre anche interruzioni di gravidanza.

Condizioni suscettibili di essere considerate accettabili in situazioni normali possono non esserlo più durante la gravidanza.

 

2.1.  Importanza di una preliminare e precoce informazione e coinvolgimento della donna

E’ importante ricordare come non ci si debba orientare solo alla protezione della fertilità della donna, ma tutelare pienamente anche il frutto del suo concepimento.

Se è vero infatti che non è difficile identificare le lavoratrici che hanno partorito di recente o che stanno allattando, altrettanto non può dirsi delle lavoratrici gestanti. Vi è un periodo di 30-45 giorni in cui una lavoratrice può non essere ancora consapevole del proprio stato e non è quindi in grado di informare il datore di lavoro o esita a farlo.

Vi sono però alcuni agenti fisici, chimici e biologici che possono nuocere al nascituro nel periodo immediatamente successivo al concepimento, per i quali si impongono appropriate misure preventive.

Da qui la notevole importanza del rendere consapevole la donna delle possibili fonti di danno per la sua gestazione perché possa mettere in atto la prevenzione comunicando tempestivamente il suo stato al datore di lavoro e per mettere in atto le misure di tutela programmate.

Poiché il primo trimestre di gravidanza è il periodo di maggiore vulnerabilità in termini di possibili danni permanenti al nascituro, tutte le necessarie misure di protezione della madre e del nascituro dovrebbero iniziare il più presto possibile.

E’ importante ricordare alle lavoratrici che intendono affrontare una gravidanza quanto sia delicato il periodo del primo trimestre in relazione all’organogenesi fetale che avviene in tale epoca e soprattutto che sono critici al fine dell’impianto dell’embrione i primi giorni della fecondazione.

In questo periodo le modificazioni morfologiche del corpo della madre sono ancora scarse e probabilmente non vengono istintivi alcuni comportamenti di protezione sia da parte della madre che da parte di chi la circonda.

Di qui l’importanza della preliminare informazione sulle fonti di rischio in relazione alle attività svolte (rischio chimico, biologico, movimentazione manuale e posture incongrue).

 

2.2. Coinvolgimento e consenso della donna

La valutazione del rischio e le misure preventive e protettive da mettere in atto debbono tenere in debito conto sia i pareri dei medici, sia le preoccupazioni delle singole lavoratrici.

La riservatezza sullo “stato” di una donna significa che il datore di lavoro deve coinvolgere nel processo di tutela anche la donna interessata dalla gravidanza per ottenere il suo consenso relativamente alle misure da mettere in atto (es. cambio mansione, compiti o attività diverse, etc).

Vanno tenute in considerazione anche quelle tensioni psicologiche che sono proprie ad esempio in donne che hanno già sofferto uno o più aborti spontanei. La divulgazione dovrà sempre avvenire con il consenso dell’interessata e con il solo intento di proteggere e salvaguardare la salute della donna e del suo nascituro.

 

 

3.  modalità di intervento dei datori di lavoro

Dopo la valutazione dei rischi sono stati individuati i rischi connessi alla maternità esistenti nell’ambito delle attività che si sviluppano nella Scuola .................... e si è arrivati a precisare quali fattori di rischio, alla luce sia delle prescrizioni di legge che della conoscenza scientifica in materia, debbano comportare interventi specifici.

Con questo primo passaggio sono state identificate le attività a rischio ed i fattori di pericolo legati a gruppi di mansioni.

Le norme relative a donne gestanti, puerpere o in periodo di allattamento impongono ai datori di lavoro, laddove il fattore di rischio per la donna o il bambino non possa essere evitato con altri mezzi, di cambiare condizioni o orari di lavoro ed offrire adeguate mansioni alternative.

Se ciò non è possibile, la lavoratrice dovrà essere dispensata dal lavoro per tutto il tempo necessario a proteggere la sua salute o quella del bambino.

Sulla base dei singoli rischi, già evidenziati con la valutazione 626, sono già in corso misure preventive e protettive quali profilassi specifiche (vaccinazioni),  DPI, impianti a norma, ausilii meccanici.

 

3.1. Protocollo operativo per Dirigenti Scolastici e GESTORI nei casi di gravidanza

Si è stabilito un Protocollo Operativo (da attuare entro 3 giorni lavorativi dalla data di comunicazione sullo stato di gravidanza) che i Dirigenti Scolastici ed i Gestori della Scuola dovranno seguire e che permetterà di adottare le misure necessarie affinché l’esposizione al rischio sia evitata o ridotta con prescrizioni (vedi Scheda Paragrafo10).

La Procedura prevede che la Direzione, con l’uso della Scheda Specifica Analisi Mansione (Paragrafo 9) arrivi a stabilire la presenza di fattori di rischio e la condizione d’attuare.

Per analizzare più puntualmente le possibili soluzioni è stata predisposta anche la Tabella del Paragrafo 7 che deve aiutare nell’analisi della situazione lavorativa della donna in stato di gravidanza.

 

Dal risultato della compilazione della Scheda 9 si potranno verificare quattro situazioni:

 

1. NON PRESENZA DI ALCUN FATTORE DI RISCHIO:

a)     Mansione totalmente compatibile con la gravidanza per assenza di rischi specifici o sola esclusione di attività a rischio.

 

2. PRESENZA ANCHE DI UN SOLO FATTORE DI RISCHIO:

b)     Mansione parzialmente compatibile per lo svolgimento della quale è sufficiente escludere alcune attività o uso di sostanze o condizioni di lavoro.

c)      Assegnazione a nuova mansione o nuovi compiti non propri della mansione originaria purchè la lavoratrice eserciti attività che non la espongano a fattori di rischio che possano risultare dannosi per lei o il bambino.

d)     Interdizione al lavoro perché non è possibile modificare né la mansione, né le attività specifiche e neppure le condizioni dell’ambiente di lavoro (comunicazione all’Ispettorato del Lavoro).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 4. schema protocollo operativo

 

 

 

La lavoratrice comunica formalmente

il suo stato di gravidanza alla

Direzione Amministrativa della Scuola

 


 


La Direzione compila entro 24/48 ore

La  Scheda Specifica Analisi della mansione

della lavoratrice interessata


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 5. Gruppi di mansioni e sintesi attività specifiche

 

Le mansioni individuate in cui opera personale femminile sono state raggruppate in 14 Schede relative a gruppi specifici, che elenchiamo di seguito, per i quali abbiamo considerato le attività ed i fattori di rischio che  possono avere effetti sia sul nascituro che  sulla donna in stato di gravidanza, puerperio o in periodo di allattamento.

 

Alcune di queste attività sono assolutamente vietate o normate (vedi capitolo specifico), altre possono costituire fattore di rischio per la madre o il nascituro e possono essere limitate, escluse per il periodo in cui la donna gravida è al lavoro o compiute con precauzioni o mezzi protettivi.

 

E’ evidente come una donna addetta ad una singola mansione possa svolgere attività diverse a seconda dell’ambiente di lavoro in cui si trova ad operare.

 

La Scheda riassuntiva che si riporta per ogni Gruppo specifico di Mansioni serve come riferimento per individuare i rischi che in generale vanno associati a quella tipologia di lavoro, ma è evidente come in ogni Scuola e per ogni mansione possano esserci situazioni differenti che singolarmente andranno analizzate.

 

Per i singoli casi di gravidanza va comunque utilizzata, come già detto nel precedente capitolo, la Scheda Specifica Analisi Mansione (punto 9) che permetterà una puntuale valutazione dei rischi di gravidanza per decidere tra:

a.      eliminazione di alcuni compiti nell’ambito della mansione della donna interessata

b.     cambio mansione per adibirla a compiti senza alcun fattore di rischio

c.      interdizione al lavoro per mancanza delle soluzioni a.  e  b.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA 1.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione:  Personale ausiliario

 

 

 

FATTORI DI RISCHIO IN GRAVIDANZA                 Mansione: Personale ausiliario

 

 

 

Lavori di pulizia servizi igienici, pulizia e lavaggio pavimenti, riassetto e

pulizia camere, aule scolastiche altri spazi della scuola.

 

           Mansioni specifiche:   AUSILIARIA GENERICA 

 

LA MANSIONE COMPORTA L’ESPOSIZIONE AI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO

In corsivo lavori in cui prestare attenzione o da eseguire con protezioni

in neretto i lavori  vietati in stato di gravidanza

 

1. Prodotti chimici per la pulizia o la disinfezione ( es. detergenti, disinfettanti)

 

2. Rischio infezioni per pulizia servizi igienici

 

3. Posture incongrue / fatica fisica

   (accovacciate, in ginocchio, schiena piegata, movimenti ripetitivi)

 

4. Posture incongrue prolungate

   ( stazionamento in piedi per più di metà dell’orario di lavoro)

 

5. Movimentazione manuale di pesi superiori ai 6/8 Kg con spinta, traino o sollevamento

 

6. Lavori su scale o in quota

 

7. Lavoro su più turni compresi quelli notturni

 

8. Lavoro che prevede una condizione di attività in cui la donna è sola per molto tempo

 

9. Esposizione a sbalzi termici

 

10. Altro:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA 2.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Insegnante

 

 

 

FATTORI DI RISCHIO IN GRAVIDANZA                 Mansione: Personale Insegnante

 

 

 

Attività scolastiche, interventi didattici di istruzione nel sistema scuola o CFP, lavori di programmazione e di equipe, lavori di ufficio.

 

Mansioni specifiche:

INSEGNANTE

                INSEGNANTE CFP

INSEGNANTE ISTRUTTORE

 

 

 

LA MANSIONE COMPORTA L’ESPOSIZIONE AI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO

In corsivo lavori in cui prestare attenzione o da eseguire con protezioni

in neretto i lavori  vietati in stato di gravidanza

 

1. Prodotti chimici per la pulizia o la disinfezione ( es. detergenti, disinfettanti)

 

2. Posture incongrue / fatica fisica

   (accovacciate, in ginocchio, schiena piegata, movimenti ripetitivi)

 

3. Posture incongrue prolungate

   ( stazionamento in piedi per più di metà dell’orario di lavoro)

 

4. Movimentazione manuale di pesi superiori ai 6/8 Kg con spinta, traino o sollevamento

 

5. Colpi, vibrazioni, scuotimenti negli spostamenti con autoveicoli in attività di assistenza

 

6. Rischio infortunistico per colpi ed aggressioni in compiti di assistenza diretta a pazienti con malattie psichiche e nervose   (art. 5 DPR 1026/76)

 

7. Esposizione ad agenti biologici infettivi

     (in particolare per la  rosolia divieto di esposizione se non immunizzate)

 

8. Lavoro d’ufficio con posizione seduta per tempi lunghi ed utilizzo di videoterminali 

 

9. Altro:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA 3.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Cucina e Mensa

 

 

FATTORI DI RISCHIO IN GRAVIDANZA                 Mansione: Personale Cucina e Mensa

 

 

 

Attività di preparazione pasti e servizi in cucina e mensa

 

Mansioni specifiche:

CUOCA

                AIUTO CUOCA

ADDETTA ALLA CUCINA

 

 

 

 

LA MANSIONE COMPORTA L’ESPOSIZIONE AI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO

In corsivo lavori in cui prestare attenzione o da eseguire con protezioni

in neretto i lavori  vietati in stato di gravidanza

 

1. Prodotti chimici per la pulizia o la disinfezione ( es. detergenti, disinfettanti)

 

 

2. Posture incongrue / fatica fisica

   (accovacciate, in ginocchio, schiena piegata, movimenti ripetitivi)

 

3. Posture incongrue prolungate

   ( stazionamento in piedi per più di metà dell’orario di lavoro)

 

4. Movimentazione manuale di pesi superiori ai 6/8 Kg con spinta, traino o sollevamento

 

 

5. Lavori su scale o in quota

 

 

6. Stazionamento prolungato vicino a fonti di calore intenso

 

 

7. Spostamenti ripetuti per più ore tra zone che espongono a forti sbalzi termici (celle frigorifere)

 

 

8. Altro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA 4.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Servizi vari

 

 

FATTORI DI RISCHIO IN GRAVIDANZA                 Mansione: Personale Servizi vari

 

 

 

Attività specifiche nei servizi di guardaroba, lavanderia e stireria

 

Mansioni specifiche:

ADDETTA AL GUARDAROBA

ADDETTA ALLA LAVANDERIA

COMMESSA          

 

 

LA MANSIONE COMPORTA L’ESPOSIZIONE AI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO

In corsivo lavori in cui prestare attenzione o da eseguire con protezioni

in neretto i lavori  vietati in stato di gravidanza

 

1. Prodotti chimici per la pulizia ( es. solventi )

 

 

2. Posture incongrue / fatica fisica

   (accovacciate, in ginocchio, schiena piegata, movimenti ripetitivi)

 

3. Posture incongrue prolungate

   ( stazionamento in piedi per più di metà dell’orario di lavoro)

 

4. Movimentazione manuale di pesi superiori ai 6/8 Kg con spinta, traino o sollevamento

 

 

5. Lavori su scale o in quota

 

 

6. Stazionamento prolungato vicino a fonti di calore intenso

 

 

7. Lavoro su più turni compresi quelli notturni

 

 

8. Lavoro che prevede una condizione di attività in cui la donna è sola per molto tempo

 

 

9. Altro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA 5.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Portineria e Centralino

 

 

FATTORI DI RISCHIO IN GRAVIDANZA                 Mansione: Personale Portineria e Centralino

 

 

 

Attività di portierato e gestione centralino telefonico

 

Mansioni specifiche:

ADDETTA ALLA PORTINERIA

TELEFONISTA

CENTRALINISTA

 

 

 

 

LA MANSIONE COMPORTA L’ESPOSIZIONE AI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO

In corsivo lavori da evitare o da eseguire con protezioni

in neretto i lavori  vietati in stato di gravidanza

 

1. Lavoro su più turni compresi quelli notturni

 

 

2. Lavoro che prevede una condizione di attività in cui la donna è sola per molto tempo

 

 

3. Lavoro con posizione seduta per tempi lunghi

 

 

9. Altro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA 6.   Fattori di rischio in GRAVIDANZA Mansione: Personale Amministrativo

 

 

FATTORI DI RISCHIO IN GRAVIDANZA                 Mansione: Personale Amministrativo

 

 

 

Attività di lavoro di ufficio ed amministrazione

 

Mansioni specifiche:

            CAPO SERVIZI AMMINISTRATIVI

IMPIEGATA AMMINISTRATIVA

OPERATRICE CENTRI ELETTRONICI

 

 

 

LA MANSIONE COMPORTA L’ESPOSIZIONE AI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO

In corsivo lavori da evitare o da eseguire con protezioni

in neretto i lavori  vietati in stato di gravidanza

 

1. Lavoro che prevede una condizione di attività in cui la donna è sola per molto tempo

 

 

2. Lavoro con posizione seduta per tempi lunghi ed utilizzo videoterminali

 

 

3. Altro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 6. lavori vietati durante la gestazione e per sette mesi dopo il parto

 

La diversa normativa oggi in vigore ha individuato una serie di attività lavorative per le quali sussiste il divieto durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto.

 

Riassumiamo sinteticamente quanto dettato dalle norme in vigore.

 

1. L’art. 3, primo comma della legge 30 dicembre 1971 n. 1204 così recita:

 

è “ E’ vietato adibire al trasporto e al sollevamento di pesi, nonchè ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto.”

 

 

2. Il regolamento di esecuzione della presente legge, il D.P.R. 25 novembre 1976 n. 1026, all’art. 5 individua i lavori faticosi, pericolosi e insalubri,

VIETATI durante la gestazione e per sette mesi dopo il parto o fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro.

L’elenco dei lavori vietati durante la gestazione e per sette mesi dopo il parto sono i seguenti:

 

è     a. quelli indicati nella tabella del DPR 303/56, per i quali vige l’obbligo delle visite mediche preventive e periodiche;

 

è     b. quelli che espongono alla silicosi e all’asbestosi, nonchè alle altre malattie professionali tabellate dal DPR 1124;

 

è     c. lavori che comportano l’esposizione alle radiazioni ionizzanti previsti dal DPR 185;

 

è     d. lavori di assistenza e cura degli infermi nei sanatori e nei reparti per malattie infettive e per malattie nervose e mentali;

 

è     e. lavori agricoli che implicano la manipolazione e l’uso di sostanze tossiche o altrimenti nocive nella concimazione del terreno e nella cura del bestiame;

 

è     f. i lavori su scale ed impalcature mobili e fisse;

 

è     g. i lavori di manovalanza pesante;

 

è     h. i lavori che comportano una stazione in piedi per più di metà dell’orario di lavoro o che obbligano da una posizione particolarmente affaticante;

 

è     i. i lavori con macchina mossa a pedale, o comandata a pedale, quando il ritmo del movimento sia frequente, o esiga un notevole sforzo;

 

è     l. i lavori con macchine scuotenti o con utensili che trasmettono intense vibrazioni;

 

3. L’ispettorato del lavoro può ritenere che sussistano condizioni ambientali sfavorevoli agli effetti dell’art. 3, terzo comma, e dell’art. 5 lettera b) della legge 1204 anche quando vi siano:

 

è “… periodi di contagio derivanti alla lavoratrice dai contatti di lavoro con il pubblico o con particolari strati di popolazione specie nei periodi di epidemia.”

 

4. Gli ulteriori interventi dell’Ispettorato del Lavoro

Il periodo per il quale è previsto, ai sensi del terzo comma dell’art. 3 della legge 1204, che la lavoratrice possa essere spostata ad altre mansioni, può essere frazionato in periodi minori anche rinnovabili, su disposizione dell’ispettorato del lavoro, tenuto anche conto dello stato di salute dell’interessata.

 

Sono quindi diverse le norme che regolamentano la condizione della gravidanza, alcune ribadiscono adempimenti sugli stessi fattori di rischio

 

 

 

Quindi una lavoratrice che rientri NEI CASI NORMATI (è), che manifesti il suo stato di gravidanza, e che non possa essere adibita ad altra mansione che non esponga a uno di questi fattori di rischio, dovrà essere esonerata dal lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7.  TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO, DELLE MANSIONI IMPLICATE E DELLE PRESCRIZIONI PER LE LAVORATRICI

 

 

1. AGENTI FISICI

Fattore di rischio

Mansioni o Aree

Periodo da tutelare

Riferim. Norme

Prescrizioni

 

RADIAZIONI IONIZZANTI

 

 

 

Radiodiagnostica

Ortopedia

Odontostomatologia

(medici,tecnici, infermieri)

 

Gestazione e puerperio in caso di attività con rischio di contaminazione

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

D.Lgs 230/95 art.69

DPR 1026/76 art.5D

 

- Divieto di accesso nelle zone controllate e sorvegliate in attività radiologica. Comunicazione a Medico Autorizzato ed Esperto Qualificato

 

RADIAZIONI NON IONIZZANTI

 

 

 

Radiodiagnostica

Risonanza magnetica

Fisioterapia

(medici,tecnici, terapisti, infermieri)

 

Gestazione e puerperio in caso di attività con rischio di contaminazione

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

D.Lgs 230/95 art.69

DPR 1026/76 art.5D

 

- Divieto di accesso nelle zone controllate e sorvegliate durante l’effettuazione dell’attività radiologica

 

 

RUMORE

 ( > 80 dBA Lep,d)

 

 

Lavorazioni con mezzi meccanici o nei pressi di sorgenti di rumore

(Servizi tecnici)

 

Gestazione

 

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

DPR 1026/76 art.5B

 

Divieto di esposizione

a Lep,d > 80 dBA

 

 

STRESS

 TERMICO

 

 

Addette Lavanderia e Guardaroba

Addette Stiratura

 

Gestazione

 

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All.1

 

 

- Limitare lo stazionamento vicino a fonti di calore per tempi prolungati

 

 

MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI

 

 

 

Addette servizi di Lavanderia, Guardaroba, Stireria. Personale addetto a servizi di pulizia, cucina e mensa. Personale addetto a servizi educativi e di assistenza.

Personale addetto a terapie mediche e fisioterapia.

 

Gestazione e puerperio / allattamento (fino a 7 mesi dopo il parto)

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

Legge 1204/71 art.3

DPR 1026/76 art.5D

 

- Limitare la movimentazione manuale a pesi NON superiori a 6/8 Kg a meno che si usino ausilii appropriati.

- Divieto di azioni di spinta e/o tiro di letti, carrozzelle etc.

 

POSTURE INCONGRUE PROLUNGATE

 

 

 

Addette servizi di Lavanderia, Guardaroba, Stireria.

Personale addetto a servizi di pulizia, cucina e mensa. Personale addetto a servizi educativi e di assistenza.

Personale addetto a terapie mediche  e fisioterapia.

Personale amministrativo con utilizzo Videoterminali.

 

Gestazione e puerperio / allattamento (fino a 7 mesi dopo il parto)

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

DPR 1026/76 art.5G

 

- Divieto di stazionamento in piedi per più di metà dell’orario di lavoro

- Limitare la postazione seduta per lunghi tempi e pause di lavoro al VDT ravvicinate nel tempo (ogni ora 15 minuti di pause lavorative)

 

RISCHIO INFORTUNISTICO PER COLPI O AGGRESSIONI

 

 

 

Personale addetto a servizi educativi e di assistenza. Personale addetto a terapie mediche e fisIoterapia, personale infermieristico.

 

Gestazione

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All.1

DPR 1026/76 art.5

 

- Divieto di effettuare compiti di assistenza diretta a pazienti/utenti AFFETTI da MALATTIE NERVOSE E MENTALI

 

 

 

2. LAVORI FATICOSI, PERICOLOSI, INSALUBRI

Fattore di rischio

Mansioni o Aree

Periodo da tutelare

Riferim. Norme

Prescrizioni

 

LAVORO SU TRE TURNI

 

 

 

Personale sanitario e tecnico addetto ai turni

 

Gestazione e puerperio / allattamento (fino a 7 mesi dopo il parto)

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

Legge 903/77 art.5

 

- Divieto di effettuazione turno notturno, anche in reperibilità

 

 

LAVORI FATICOSI, PERICOLOSI E INSALUBRI

 

 

 

Addette servizi di Lavanderia, Guardaroba, Stireria.

Personale addetto a servizi di pulizia, cucina e mensa. Personale addetto a servizi educativi e di assistenza.

Personale addetto a terapie mediche e fisioterapia.

 

 

Gestazione e puerperio / allattamento (fino a 7 mesi dopo il parto)

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

DPR 432/76 art.1

DPR 1026/76 art.5A

 

- Limitare la movimentazione manuale a pesi NON superiori a 6/8 Kg a meno che si usino ausilii appropriati.

- Divieto di azioni di spinta e/o tiro di letti, carrozzelle etc.

 

LAVORI DI ASSISTENZA E CURA

 

 

 

Addette servizi di Lavanderia, Guardaroba, Stireria.

Personale addetto a servizi di pulizia, cucina e mensa. Personale addetto a servizi educativi e di assistenza.

Personale addetto a terapie mediche e fisioterapia.

 

 

Gestazione e puerperio / allattamento (fino a 7 mesi dopo il parto)

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

DPR 1026/76 art.5L

 

- Divieto di effettuare compiti di assistenza diretta e somministrazione terapie a pazienti/utenti AFFETTI da MALATTIE NERVOSE E MENTALI

 

 

SPOSTAMENTI INTERNI ED ESTERNI CONTINUI

 

 

Addette servizi di Lavanderia, Guardaroba, Stireria.

Personale addetto a servizi di pulizia, cucina e mensa. Personale addetto a servizi educativi e di assistenza.

Personale addetto a terapie mediche e fisioterapia.

 

 

Gestazione

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All. 1

 

 

- Limitare gli spostamenti interni ed esterni alla struttura

Non sostenerli per più di 4 ore a turno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. AGENTI BIOLOGICI

Fattore di rischio

Mansioni o Aree

Periodo da tutelare

Riferim. Norme

Prescrizioni

 

VIRUS DELLA ROSOLIA

 

 

Personale sanitario medico, tecnico ed infermieristico.

Personale di Laboratorio e tutto il personale di assistenza e di rapporto con utenza.

 

 

Gestazione

 

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All. 2

 

 

- Divieto di esposizione per i soggetti non immunizzati

 

AGENTI BIOLOGICI

GRUPPI  2 – 3 - 4

 

 

 

Personale sanitario medico, tecnico ed infermieristico.

Personale di Laboratorio e tutto il personale di assistenza.

Personale addetto ai servizi di pulizia.

 

Gestazione

 

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All. 1 a2

 

 

- Divieto di compiti con alto rischio di esposizione in base ai meccanismi di trasmissione degli agenti biologici

- Obbligo all’uso dei DPI

 

 

Art. 75 del D.Lgs. 626/94 e Allegato XI

Classificazione degli agenti biologici

Gli agenti biologici sono ripartiti nei seguenti quattro gruppi a seconda del rischio di infezione:

a)       agente biologico del gruppo 1: un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani;

b)       agente biologico del gruppo 2: un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaga nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche;

c)        agente biologico del gruppo 3: un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l'agente biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche;

d)       agente biologico del gruppo 4: un agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche.

Allegato XI Elenco degli agenti biologici classificati

1. Sono inclusi nella classificazione unicamente gli agenti di cui è noto che possono provocare malattie infettive in soggetti umani.

2. La classificazione degli agenti biologici si basa sull'effetto esercitato dagli stessi su lavoratori sani.
Essa non tiene conto dei particolari effetti sui lavoratori la cui sensibilità potrebbe essere modificata da altre cause quali malattia preesistente, uso di medicinali, immunità compromessa, stato di gravidanza o allattamento, fattori dei quali è tenuto conto nella sorveglianza sanitaria di cui all'art. 95.

3. Gli agenti biologici che non sono stati inclusi nei gruppi 2, 3, 4 dell'elenco non sono implicitamente inseriti nel gruppo 1.

4. Quando un ceppo è attenuato o ha perso geni notoriamente virulenti, il contenimento richiesto dalla classificazione del ceppo parentale non è necessariamente applicato a meno che la valutazione del rischio da esso rappresentato sul luogo di lavoro non lo richieda.

5. Tutti i virus che sono già stati isolati nell'uomo e che ancora non figurano nel presente allegato devono essere considerati come appartenenti almeno al gruppo due a meno che sia provato che non possono provocare malattie nell'uomo.

6. Taluni agenti classificati nel gruppo tre e indicati con asterisco (*) o con doppio asterisco (**) nell'elenco allegato possono comportare un rischio di infezione limitato perché normalmente non sono veicolati dall'aria.

7. Le misure di contenimento che derivano dalla classificazione dei parassiti si applicano unicamente agli stadi del ciclo del parassita che possono essere infettivi per l'uomo.

 

4. AGENTI CHIMICI

Fattore di rischio

Mansioni o Aree

Periodo da tutelare

Riferim. Norme

Prescrizioni

 

GAS ANESTETICI

 

 

 

Personale sanitario medico, tecnico ed infermieristico

 

Gestazione

 

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

DPR 1026/76 art.5B

DPR 303/56

 

- Divieto di esposizione a gas anestetici

 

 

ANTIBLASTICI

E

CHEMIOTERAPICI

 

 

 

Personale sanitario medico, tecnico ed infermieristico

 

Gestazione

 

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All. 3

DPR 1026/76 art.5B

DPR 303/56

 

- Divieto di effettuare compiti con manipolazione di farmaci antiblastici e/o chemioterapici

 

ANTIVIRALI

 

 

 

Personale sanitario medico, tecnico ed infermieristico

 

Gestazione

 

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All. 1

DPR 1026/76 art.5B

DPR 303/56

 

- Divieto di effettuare compiti con somministrazione e/o assistenza a terapie con antivirali

 

FORMALDEIDE E DERIVATI (formalina) E GLUTARALDEIDE

 

 

Personale sanitario medico, tecnico ed infermieristico.

Personale di Laboratorio

 

Gestazione

 

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All. 1

DPR 1026/76 art.5B

DPR 303/56

 

- Divieto di effettuare compiti con fissazione di pezzi o tessuti e di utilizzo di attrezzature per disinfezione

 

 SOLVENTI

 

 

 

Addette servizi di Lavanderia, Guardaroba, Stireria. Personale addetto a servizi di pulizia, cucina e mensa. Personale addetto a servizi educativi e di assistenza. Personale addetto a terapie mediche e fisioterapia, personale infermieristico.

 

Gestazione

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96

DPR 1026/76 art.5B

DPR 303/56

 

- Divieto di esposizione sia diretta che indiretta a solventi.

 

 

SOSTANZE ETICHETTATE

R40,

 R45, R49,

R46, R47 ( * )

 

 

 

Personale sanitario medico, tecnico ed infermieristico.

Personale di Laboratorio

 

Gestazione e puerperio / allattamento (fino a 7 mesi dopo il parto)

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All.1

 

 

- Divieto di utilizzo di Kit da Laboratorio o altri preparati contenenti sostanze etichettate anche con una sola di queste frasi di rischio.

 

SOSTANZE ETICHETTATE

R61, R63, R64 ( ** )

 

 

 

Personale sanitario medico, tecnico ed infermieristico.

Personale di Laboratorio

 

Gestazione e puerperio / allattamento (fino a 7 mesi dopo il parto)

 

 

Valutazione Rischio

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 645/96 All.1

 

 

- Divieto di utilizzo di Kit da Laboratorio o altri preparati contenenti sostanze etichettate anche con una sola di queste frasi di rischio.

( * )  R40 = può causare danni irreversibili   R45 e R49 = può essere cancerogeno

        R46 = può provocare alterazioni genetiche ereditarie   R47 = può provocare malformazioni genetiche

( ** ) R61 = può danneggiare i bambini non ancora nati   R63 = possibile rischio per i bambini non ancora nati

        R64 = possibile rischio per bambini allattati al seno

N.B.: I disinfettanti con cui usare precauzioni in gravidanza sono i derivati del mercurio e l’ossido di etilene

 

 

 

 

 

 8.  informazione

 

Tutte le lavoratrici esposte a rischio chimico, biologico e di movimentazione manuale hanno partecipato a specifici Corsi di Formazione ed hanno ricevuto materiali informativi relativi alle misure di protezione e prevenzione da attuare per ridurre e/o evitare l’esposizione ai diversi fattori di rischio.

 

Tutte le donne che in stato di gravidanza potranno continuare a lavorare normalmente, o in mansioni diverse o con compiti diversi, verranno informate adeguatamente tramite la lettura di questo Documento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cognome:                                                                                    Nome:

 

Scuola ....................……………………………………

 

Qualifica e Mansione svolta dalla lavoratrice:

 

scheda N. ............

 

BREVE DESCRIZIONE delle attività svolte dalla lavoratrice ( a cura del preposto responsabile)

 

......................................................................................................................................................................................................

 

.....................................................................................................................................................................................................

 

.....................................................................................................................................................................................................

 

 

LA MANSIONE COMPORTA L’ESPOSIZIONE AI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO

( barrare la casella corrispondente sia per i fattori di rischio presenti che per quelli non presenti)

 

 

SI

 

NO

 

1. Posture incongrue / fatica fisica (accovacciate, in ginocchio, capo o tronco spesso flessi, schiena piegata,

     movimenti ripetitivi di un distretto corporeo)

 

 

 

2. Posture incongrue prolungate ( stazionamento in piedi per più di metà dell’orario di lavoro)

 

 

 

3. Movimentazione manuale di pesi o persone con spinta, traino o sollevamento

 

 

 

4. Prodotti chimici etichettati R40, R45 , R46, R47 ( * )

 

 

 

4. Prodotti chimici etichettati R48, R49, R60, R62, R63, R64 ( *  * )

 

 

 

5. Prodotti chimici per la pulizia o la disinfezione ( es. detergenti, disinfettanti) [ * * * ]

 

 

 

6. Rischio infezioni per pulizia servizi igienici

 

 

 

7. Rischio biologico per infezioni da trattamento liquidi biologici (es. prelievi) o per contatto con pazienti

 

 

 

8. Esposizione ad agenti biologici infettivi ( toxoplasma, rosolia ) [ divieto esposizione se non immunizzate ]

 

 

 

9. Colpi, vibrazioni, scuotimenti negli spostamenti con autoveicoli in attività di assistenza

 

 

 

10. Rischio infortunistico per colpi ed aggressioni in compiti di assistenza diretta (art. 5 DPR 1026/76)

 

 

 

11. Lavori di ufficio con posizione seduta per tempi lunghi ed utilizzo videoterminali

 

 

 

12. Lavoro su più turni compresi quelli notturni

 

 

 

13. Lavoro che prevede una condizione di attività in cui la donna è sola per molto tempo

 

 

 

14. Lavori su scale e/o in quota

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continua SCHEDA  9

 

LA MANSIONE COMPORTA L’ESPOSIZIONE AI SEGUENTI FATTORI DI RISCHIO

( barrare la casella corrispondente sia per i fattori di rischio presenti che per quelli non presenti)

 

 

 

 

 

SI

 

 

 

 

 

NO

 

15. Radiazioni ionizzanti

 

 

 

 

 

 

16. Radiazioni non ionizzanti ( ultrasuoni, campi magnetici U.V.)

 

 

 

 

 

17. Stazionamento prolungato vicino a fonti di calore intenso

 

 

 

 

 

 

18. Spostamenti ripetuti per più ore tra zone che espongono a sbalzi termici (celle frigorifere, esterno-interno

      della struttura)

 

 

 

 

 

 

 

19. Esposizione a fonti di rumore che comportino un Livello di Esposizione Personale (Lep) > 80 decibel

 

 

 

 

 

20. ALTRO : ……………………………………………………………………………………………………………….

 

 

 

 

 

21. ALTRO : ……………………………………………………………………………………………………………….

 

 

 

 

 

( * )  R40 = può causare danni irreversibili   R45 e R49 = può essere cancerogeno

        R46 = può provocare alterazioni genetiche ereditarie   R47 = può provocare malformazioni genetiche

 

( * * ) R61 = può danneggiare i bambini non ancora nati   R63 = possibile rischio per i bambini non ancora nati

         R64 = possibile rischio per bambini allattati al seno

 

 

[ * * * ] I disinfettanti con cui usare precauzioni in gravidanza sono i derivati del mercurio e l’ossido di etilene

 

 

 

 

 

Il Gestore della Scuola: ……………………………….......………………………

 

 

 

Data:

 

 

 

La lavoratrice interessata: ………………………………………………………

 

 

 

Data:

 

 

 

Il Preposto (caposervizio, capoarea, caporeparto) del Scuola: ……………………………........…….

 

 

 

Data:

 

Per presa visione

 

Il Rappresentante dei Lavoratori Sicurezza: ……………...................………………........…….

 

 

 

Data:

 

 

 

La presente scheda individua le attività per le quali la lavoratrice viene esonerata nel periodo di gravidanza

 

 

Cognome:                                                                                 Nome:

 

Scuola ....................

 

Qualifica e Mansione svolta dalla lavoratrice:

 

    scheda N. ............

 

NEL CORSO DEL PERIODO DI GRAVIDANZA  VANNO ELIMINATE LE SEGUENTI ATTIVITA’

( barrare la casella relativa alle attività per le quali la lavoratrice viene esonerata)

 

 

 

Da barrare

 

1. Posture incongrue in attività che richiedano posizioni di lavoro accovacciate, in ginocchio, a schiena piegata,

     movimenti ripetitivi e molto affaticanti

 

 

2. Posture incongrue prolungate che richiedano uno stazionamento in piedi per più di metà dell’orario di lavoro

 

 

3. Movimentazione manuale di pesi superiori a 6/8 Kg

 

 

4. Utilizzo di prodotti chimici etichettati R40, R45 , R46, R47, R48, R49, R60, R62, R63, R64

 

 

5. Utilizzo di prodotti chimici per la pulizia o la disinfezione ( es. detergenti, disinfettanti)

 

 

6. Pulizia servizi igienici

 

 

7. Trattamento liquidi biologici (es. prelievi) , terapie o assistenza diretta con pazienti/utenti

 

 

8. Spostamenti con autoveicoli per il trasporto in attività di assistenza pazienti/utenti

 

 

9. Lavori di ufficio con posizione seduta per tempi lunghi e utilizzo VDT, prevedere pause di attività ogni ora

 

 

10. Lavoro in turno di notte

 

 

11. Lavoro che prevede una condizione di attività in cui la donna è sola per molto tempo

 

 

12. Lavori su scale e/o in quota

 

 

13. Lavori che prevedono esposizioni a radiazioni ionizzanti e non ionizzanti (ultrasuoni, campi magnetici U.V.)

 

 

17. Stazionamento prolungato vicino a fonti di calore intenso

 

 

 

18. Spostamenti ripetuti per più ore tra zone che espongono a sbalzi termici (celle frigorifere, esterno-interno

      della struttura)

 

 

 

19. Esposizione a fonti di rumore che comportino un Livello di Esposizione Personale (Lep) > 80 decibel

 

 

 

13. ALTRO : ……………………………………………………………………………………………………………….

 

 

Il Gestore della Scuola: ………………………………………………………

 

 

Data:

 

Il RSPP e l’RLS: ………………………………………………….

 

 

Data:

 

Per accettazione la Lavoratrice: ………………………………………………….

 

 

Data:

 

11.  nota finale

 

Il presente Documento è stato elaborato in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione avvalendosi della consulenza di tecnici esterni.

 

Tale documento verrà rielaborato in occasione di cambiamenti all’interno della Scuola e su riorganizzazioni specifiche del lavoro che comportino modifiche significative ai fini della sicurezza e della salute delle lavoratrici.

 

 

....................., il ............................

 

 

Firmato

 

 

Il Datore di Lavoro:   ..........................................................................................................

 

 

 

 

 

per presa visione:

 

 

Il Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione: .........................................................

 

 

 

 

Rappresentante Lavoratori Sicurezza (RLS): …………......................................................